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giovedì 24 maggio 2012

Questa casa non è un albergo

Noi amiamo i nostri ospiti.
Si li amiamo, vi amiamo.
Amiamo soprattutto il melting pot che si viene a creare così, magicamente, in questo piccolo appartamento dallo stile mediterraneo e fresco, con poche pretese e tanto cuore.
Amiamo scoprirvi fischiettare insieme a noi le canzoni che capitano a random sul nostro portatile o su radio2 o o su virginradio (chiamatela monotonia ma non andiamo oltre).
Adoriamo che un'estone, un tedesco e un inglese facciano colazione assieme intrattenendosi in lunghe conversazioni sui rispettivi campi d'interesse.
Adoriamo che una bambina italiana ed una lituana, entrambe sotto il metro d'altezza, comunichino tra loro senza difficoltà alcuna.
Amiamo conoscere storie sull'India, l'Est Europa e gli Stati Uniti così in un giorno solo.
Amiamo voi del Nord Italia che amate tanto noi del Sud Italia.
Amiamo voi del Sud, sud-sud, che ora vivete al Nord, nord-nord, e vi fermate qui a metà strada prima di riabbracciare i vostri parenti.
Amiamo chi dorme con la porta aperta come fosse a casa.
Amiamo chi passa tutto il giorno fuori casa.
Amiamo chi arriva di notte e di notte riparte.
Amiamo chi fa tante domande e vuole sapere tutto "perchè un b&b?" "perchè si chiama così?" "perchè siete tornati qui?"
Amiamo chi si risponde da solo "bellissima scelta aprire un b&b" "il nome è proprio azzeccato" "ma come facevate a vivere lontano da qui?"
Amiamo soprattutto chi sceglie proprio di sostare in b&b, chi sa cos'è un b&b, chi non si aspetta il freddo passaggio di mani di chiavi-asciugamani-soldi-dépliant turistici.
Amiamo chi fa osservazioni, dà consigli, domanda, racconta, arriva salutando e salutando va via.

C'è sempre un ma.
Il ma è che sappiamo che non può essere proprio sempre sempre così.
Che non accontentiamo proprio tutti i gusti e i palati.
Che qualcuno andrà via pensando di aver sbagliato posto, zona, città.
Che c'è chi preferisce ambienti più moderni e asettici dove la prossemica delle distanze viene imposta magari da spazi ben delimitati e banconi nelle hall.

E allora lo diciamo anche qui, che magari il messaggio si diffonde più forte e chiaro:
QUESTA CASA NON E' UN ALBERGO
e noi l'amiamo così.

sabato 14 gennaio 2012

Chiacchiere da b&b #2

immagine tratta da: http://fantasticando.blog.tiscali.it/2011/07/19/la-busta-dei-desideri-il-viaggio/?doing_wp_cron


Questa settimana abbiamo incontrato dei curiosi viaggiatori, quelli che viaggiano soprattutto in rete e quelli che per lavoro vivono su quattro ruote e divorano km di strada ogni giorno. I primi hanno deciso di conoscersi di persona in un b&b dopo mesi di parole battute su tastiera e impresse su monitor, un amore (?) dei nostri tempi, che ci fa porre mille domande e ci lascia sospesi su storie che magari non verranno mai vissute, ma anche questo è viaggiare, con l'immaginazione-la paura-il tempo e la rete. Non ci è dato conoscere il finale  ma noi siamo una pagina in questa storia di altri.
I secondi hanno deciso in un b&b di fermarsi, riposare, mettere i piedi a terra e raccontare-fare domande- comunicare ed ascoltare altro da auto,radio ed autogrill. E allora siamo entrati nella vita di chi non lavora affatto con lentezza, non ha quasi affatto tempo per sè, e dorme sfinito dai fari sparati sugli occhi. Eppure c'è un perchè, c'è una scelta, ed un orgoglio, a lavorare si è dei privilegiati comunque e lo sforzo viene da sè.
Tutta la nostra ammirazione allora, a voi che non perdete mai tempo, che girate le regioni e che scandite le giornate con gli appuntamenti ed i caffè. Quando volete sentirvi a casa, parcheggiate l'auto e salite su!

giovedì 5 gennaio 2012

Chiacchiere da b&b

Accade in un b&b nei giorni di festa di respirare un'aria insolitamente salubre, di conoscere persone insolitamente sane, e riconoscere nelle loro mani un insolito saper fare. Si incontrano un calabrese ed un toscano, uno fa il pane di mestiere, l'altro fa il pane di abitudine. L'uno resiste alle leggi del mercato, l'altro resiste alle leggi del consumo. E si finisce a raccontarsi come si è abituato il cliente alla farina di kamut, o come si impasta e conserva felicemente la pasta madre per averne le riserve necessarie. Che poi, l'altro, è un ingegnere ambientale che vive in quel paesaggio incantato dove si produce Chianti e si incontrano divi di Holliwood, e non è che il pane non possa comprarlo. Ma sono storie di resistenza forse, resistenza post-moderna, quelle che si raccontano i due, dalle quali a noi arrivano gli odori di un mondo antico che si può recuperare, e gli eco di un sapere antico che le nostre mani probabilmente ricordano e ci potrebbero insegnare..
Questo è un 5 gennaio qualunque al vecchio&ilmare.




immagine presa dal web:http://www.gennarocarotenuto.it/12478-la-banda-delle-oneste-tangenti-con-ricetta-di-chiacchiere/